PROGRESSO A SENSO UNICO: LO SVILUPPO SENZA POPOLO


La Sardegna sta vivendo una contraddizione incredibile. Da un lato, la Regione e il Governo spingono per la realizzazione del Einstein Telescope, un gigantesco laboratorio scientifico internazionale destinato a trasformare l’isola in un polo d’avanguardia nel mondo della fisica. Questo è ciò che raccontano.             Dall’altro, i cittadini sardi sono lasciati soli a morire, senza servizi medici adeguati, con ospedali carenti, pediatri introvabili nei Comuni e una sanità che ricorda quella del Terzo mondo.


Il progetto dell’Einstein Telescope avanza a passi da gigante: Le delibere recenti mostrano che i Comuni stanno già adattando piani urbanistici e strumenti regolatori per facilitare il progetto: aree “interessate” da definire, vincoli urbanistici, fasce di rispetto e direttive per l’uso del suolo. Tutto pensato per garantire la piena operatività del laboratorio, mentre chi vive quei territori non riceve alcuna attenzione concreta.

il tempismo di alcune decisioni legislative – come la legge sul fine vita – arriva in un momento sospetto. sacrosanta e giusta nel principio – ma inserita in un contesto sanitario catastrofico. Già oggi molti sardi rinunciano alle cure, perché impossibilitati ad accedere a ospedali, specialisti o servizi basilari. In questo scenario, la legge rischia di diventare uno strumento che, involontariamente o meno, incentiva una dipartita rapida piuttosto che la cura. È come se si volesse mandare un messaggio chiaro: mentre la Sardegna investe tempo e denaro nel progresso di qualcun altro e nelle grandi opere, sempre di qualcun altro, chi vive in Sardegna può anche essere lasciato senza assistenza e con le persone che muoiono senza cure. I territori già sfruttati restano inquinati, senza bonifiche, e la popolazione locale continua a pagare il prezzo di un progresso che non è il suo. Il messaggio implicito sembra chiaro: chi vive in Sardegna è considerato di troppo, mentre si continua a sfruttare l’isola a vantaggio di interessi esterni. mentre Un grattacielo scientifico può sorgere, un ospedale in meno non è poi così un dramma.


si promuove l’innovazione scientifica, mentre i cittadini faticano anche solo a curarsi. 


La Sardegna diventa così il laboratorio di un paradosso: innovazione scientifica e progresso avanzano a ritmo serrato, ma chi abita l’isola muore per carenza di servizi e abbandono istituzionale. La corsa al “progresso” privilegia investimenti e grandi opere, ma non tutela chi vive ogni giorno su questi territori. È un modello di sviluppo che ignora la vita quotidiana delle persone, mentre favorisce profitti esterni e prestigio internazionale.



L’importante è attirare stranieri con case a un euro e nomadi digitali  pronti a sostituire quei sardi testardi, con le loro tradizioni ingombranti, la loro lingua incomprensibile e il loro modo di vivere troppo semplice per un mondo globalista e distopico che mira al profitto togliendo dignità. 

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