“AI SARDI NON VA MAI BENE NIENTE!”


 “Ai sardi non va mai bene niente — né eolico, né nucleare, né altro — E allora restate nella vostra arretratezza!”


Questi è quello che molti  “continentali” pensano . Spaccato che la maggior parte dei sardi che si dicono contro la speculazione energetica, lo fanno perché di speculazione si tratta, o meglio: di colonialismo.


Guardare una Sardegna che porta ferite incurabili di decenni di petrolchimica, causate per mano della stessa logica coloniale, dovrebbe allertarci tutti. Oggi, come allora, classi politiche compiacenti ed incuranti delle conseguenze sull’ambiente e sulla salute delle persone, stanno compromettendo l’isola per gli interessi di pochi.

La Sardegna deve smettere di farsi trattare da colonia!


Se il fulcro è fare del bene al pianeta così che anche Greta ci possa battere le mani, io ci sto, ma i benefici devono essere reali e non presunti, devono essere benefici per i sardi, e le tecnologie prescelte rispettose del territorio.

Peccato che le pale eoliche piazzate in Sardegna, non portano alcun beneficio ai sardi. E non smetterò mai di ripeterlo. 


Producono energia privata, che se ne va fuori dall’isola per arricchire società israeliane, spagnole, ucraine, tedesche, svedesi e cinesi. 

È tutto agli atti. Nulla di inventato, purtroppo. E per chi dubita di queste mie parole, sappiate che ci sono esposti alla procura, proprio per le gravi violazioni e per le false dichiarazioni che vengono riportate nelle domande per i progetti eolici. 

Che forse tanto Green non sono, se devono nascondersi dietro falsità e prestanomi. 

Potete verificare voi stessi contattando chi battaglia legalmente ogni giorno per la salvaguardia di quest’isola, come il Coordinamento Gallura.


Intanto, mentre ci parlano di “transizione ecologica”, quello che vediamo è l’opposto:

•      smaltimento inesistente, con basamenti sotterrati;

fauna massacrata, uccelli e cetacei colpiti dalle installazioni;

esposizione costante ai PFAS, con gli stessi produttori che ammettono che la            corrosione è inevitabile;

pale piazzate dentro aree protette, in siti archeologici, perfino nei luoghi dove nidificano i fenicotteri.


Smettiamola anche di dire che i sardi non propongono alternative:


Pannelli solari sui tetti, con incentivi veri.

Utilizzo delle aree già impermeabilizzate, senza ulteriore consumo di suolo

Potenziamento dell’idroelettrico


Quello che ci viene imposto oggi, non è progresso: è lo stesso film degli anni Sessanta, quando promettevano sviluppo e hanno lasciato solo fabbriche chiuse, discariche e malattie.

Si sta parlando di un affare centralizzato, che distribuisce qualche briciola ai soliti decisori politici per comprare consenso. Tutto il resto va a chi ci colonizza.

Non accetto che ci si prenda gioco della nostra intelligenza con la frase “i sardi non vogliono mai niente”. I sardi vogliono futuro, ma non a discapito della nostra sovranità. Vogliamo avanzare senza essere devastati. Vogliamo un progresso reale, che valorizzi la terra e la comunità.


Non è rimanere indietro dire “no” a una truffa che voi vi state bevendo. E che

Probabilmente vi bevete perché pensate che non vi tocchi. 

È avere abbastanza dignità e lucidità da rifiutare l’ennesima colonizzazione camuffata da sviluppo.

Parliamo di sfruttamento, di speculazione, di un modello economico che calpesta il territorio e il popolo. Popolo che si è già espresso e che la regione Sardegna ha arrogantemente ignorato.


Non vogliamo dire sì all’ennesimo saccheggio. E non dobbiamo accettare che ci si prenda gioco della nostra intelligenza. Si sta parlando di un affare centralizzato, che distribuisce qualche briciola ai soliti decisori politici per comprare consenso. Tutto il resto va a chi ci colonizza.

Opporsi a questo disegno criminale è un diritto ma soprattutto un dovere! È avere abbastanza dignità e lucidità da rifiutare l’ennesima colonizzazione camuffata da sviluppo.

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