PECHÈ IL SARDO ASSOMIGLIA ALLO SPAGNOLO?

Non furono i catalani o gli spagnoli a ridarci una lingua dopo le “svariate” dominazioni che subì la Sardegna.

Parliamo una lingua simile allo spagnolo ed al calano poiché la base di partenza fu la stessa.

È così che motiva la sua tesi il professor Dedola: affermando che i

I territori spagnoli non furono che tra i primi ad essere occupati dai Cro-Magnon provenienti dall’Africa, che, diramatisi sia verso oriente che verso occidente diffusero la lingua sumerica in tutto il mediterraneo.


I flussi migratori che si diressero ad oriente, dall’anatolia, raggiunsero il Caucaso verso le steppe russe. mentre, una parte di essi approdarono nei territori della odierna Romania risalendo i Dardanelli. 

Si spinsero poi verso la Grecia e raggiunsero infine l’Italia. I due rami si incontrarono proprio nella penisola Italiana. La Sardegna fu tra gli ultimi territori a venire occupata, attraverso l’etruria almeno 40.000 anni fa. Questa lingua permase in Sardegna avvantaggiata dalla posizione geografica dell’isola, in mezzo al mediterraneo.


La lingua sarda anche durante il periodo aragonese e spagnolo, ha mantenuto la sua grammatica e la sua sintassi invariate. A sostegno di ciò si aggiungono forme verbali arcaiche, desinenze verbali variegate e fonetica profondamente differente da quella spagnola/catalana. Alcune parole in comune con lo spagnolo, semplicemente vennero adottate nel gergo comune per contatto: proprio come facciamo noi oggi con alcune parole inglesi (weekend, meeting, ecc.).


Ad Alghero la storia è un po’ diversa: si parla il catalano come conseguenza diretta della conquista di Pietro 4 il ceromonioso della corona d’Aragona, che respinse la popolazione locale ripopolando la con coloni provenienti dalla catalogna. Questo spiega perché il catalano di Alghero presenta caratteristiche arcaiche rispetto al catalano moderno.

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