SARDEGNA: DUE EMERGENZE PROGRAMMATE
Sardegna: due emergenze che, a prima vista, sembrano distinte: la dermatite nodulare bovina, detta LSD, e l’ondata di progetti eolici e fotovoltaici, a terra e in mare, che rischiano di trasformare pascoli e campagne in veri e propri hub industriali.
Alcune fonti, come emerge anche dall’inchiesta di Franco Fracassi del settembre 2025, avanzano ipotesi secondo cui queste due vicende potrebbero essere collegate, e indicano come protagonista una figura nota in ambito internazionale di cui già vi avevo e: Rinat Akhmetov. Ex minatore del Donbass e ritenuto erede del cosiddetto clan Bragin, Akhmetov è oggi a capo della System Capital Management (SCM), con interessi in acciaio, banche, media e energia, proprietario dello Shakhtar Donetsk e della nota acciaieria Azovstal a Mariupol.
Il gruppo conta circa 200.000 dipendenti e un patrimonio personale stimato in miliardi di dollari. Secondo queste ipotesi, attraverso il club calcistico, Akhmetov potrebbe anche aver finanziato gruppi paramilitari ucraini, come il battaglione Azov e, schierandosi con Kiev e la NATO, avrebbe potuto mettere a disposizione i sotterranei di Azovstal a fini militari, ipotizzando la presenza di un biolaboratorio militare statunitense.
In Europa, il magnate ucraino avrebbe puntato sulla green economy tramite fondi collegati alla SCM, finanziando società attive nelle rinnovabili, tra cui Elements Green Limited (UK) e Tyrannian Link, un corridoio energetico in funzione dell’Europa e dell’Italia. In Italia, gli stessi scenari ipotizzano possibili intrecci con il gruppo Danieli, guidato da Gianpietro Benedetti, con progetti miliardari anche in Toscana.
Nel giugno 2025, il suo yacht Luminance è stato avvistato a Cagliari. Fonti locali, come riportato dall’ex parlamentare e giornalista d’inchiesta Mauro Pili, che è stato il primo a portare in auge l’argomento, sostengono che, mentre il miliardario si trovava in Sardegna, sarebbero iniziate trattative per l’acquisto di terreni e concessioni.
Nello stesso periodo, la Regione Sardegna ha dato il via libera ad alcuni progetti energetici di grandi dimensioni, tra cui Sindia, Macomer e Chiaramonti-Ploaghe, per centinaia di megawatt complessivi. Dietro alcuni di questi progetti figurano società come Elements Green, e altre entità legate a gruppi finanziari internazionali.
Sempre nello stesso periodo, sono stati presentati progetti per ventinove impianti di batterie al litio, considerati ad alto rischio incendi e con impatto ambientale significativo.
Pochi giorni dopo l’arrivo dello yacht in Sardegna, l’Istituto zooprofilattico di Teramo ha confermato la presenza del virus LSD in Sardegna, una malattia che colpisce una percentuale minima dei bovini e trasmessa da insetti. Nonostante la possibilità di contenere la malattia, le autorità hanno disposto l’abbattimento di interi allevamenti, con gravi perdite per gli allevatori. Vien da sé osservare che l’assenza di bovini rende i pascoli più facilmente cedibili per altri usi.
Da quanto emerge, l’LSD sarebbe comparsa nel 2016 in biolaboratori in Bulgaria e Ucraina, legati a entità come Metabiota e, secondo altre fonti, a figure come Hunter Biden. Anche le zanzare, principali vettori della malattia, sarebbero al centro di teorie secondo cui alcune varietà potrebbero essere prodotte geneticamente modificate in impianti sostenuti da fondazioni collegate a Bill Gates. Secondo queste stesse ipotesi, il meccanismo ipotetico sarebbe:
• un virus che riduce la zootecnia;
• allevatori spinti a cedere i terreni;
• pale e pannelli che sostituiscono le mucche.
Indiscrezioni riportano inoltre che il Ministero dell’Ambiente avrebbe espresso orientamenti favorevoli ad alcuni di questi progetti, ma il dibattito politico e locale resta acceso.
Così, mentre la guerra in Ucraina continua ad alimentare l’impero economico di Akhmetov secondo alcune fonti, in Sardegna prende forma un altro fronte: quello energetico. Un’isola svuotata di allevatori e trasformata in un possibile corridoio industriale. Secondo alcune analisi critiche, sia la presidenza della Regione Sardegna sia il governo italiano sarebbero favorevoli a una forte espansione della produzione energetica sull’isola, che la trasformerebbe di fatto in una riserva elettrica per l’Europa.
Dietro le pale e il racconto del virus “ingovernabile”, alcuni osservatori ipotizzano l’esistenza di una rete che partirebbe dalla grande finanza internazionale, passando per biolaboratori e arrivando ai palazzi ministeriali italiani.
In Sardegna si gioca una partita più grande di quanto vogliano farci credere, ma La nostra terra non è il corridoio della loro finanza.

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