SU BALLU TZOPPU

In Sardegna la centralità della natura è sempre stata fondamentale per il suo popolo. Una natura perfetta ed indomabile. Selvaggia e padrona. E gli abitanti di quest’isola l’hanno sempre rispettata e venerata.

A attraverso canti, rituali e danze.


Quanti di voi conoscono davvero il significato di queste danze, nei carnevali sardi?


Oggi può sembrare solo folklore… ma in antichità, il carnevale era una cosa seria. Una cerimonia rituale, con radici profonde, spesso legata al culto della morte e della rinascita.


In Sardegna, uno dei culti più antichi era dedicato al Dio della natura: Adone. Sì, proprio lui — lo stesso Adone venerato in molte culture mediterranee.


Secondo il mito, Adone morì tragicamente, colpito all’inguine da una zanna di cinghiale che gli recise l’arteria femorale e causandogli la morte per dissanguamento.


E sapete come si onorava la sua morte? Con una danza: un ballo zoppo, che imitava i movimenti del dio morente, mentre si trascinava ferito verso la fine.


Questa danza zoppicante, detta ballu tzoppu, ancora oggi è presente in molti carnevali del centro-nord Sardegna — e un tempo anche a Quartu — è una rievocazione sacra pagana, un omaggio in onore alla memoria del dio Della natura e quindi alla natura stessa.

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