DIFENDETE LA VOSTRA TERRA, NON VENDETE!
Su terrenu non andat a male, e si bendit una borta sola.”
Non vendete i terreni.
Non cedete alla tentazione di abbandonare ciò che resta di più sacro e concreto dell’isola.
Negli ultimi mesi, sempre più aziende e fondi stranieri stanno acquistando terreni agricoli e pascoli, spinti dall’ondata di progetti per impianti eolici e fotovoltaici che promettono sviluppo ma lasciano dietro di sé terre ferite e comunità svuotate.
Quello in corso è colonialismo.
Società perlopiù straniere — spesso nascoste dietro nomi “sardeggianti” o italiani — si affrettano ad acquistare terreni, e quando non riescono a comprarli, minacciano di espropriarli.
E anche quando sono italiane, la gravità non è minore, il comune denominatore è l’agire nell’illegalità, presentando alla Regione progetti con dati e misurazioni falsi, ignorando vincoli paesaggistici, archeologici e ambientali.
La Regione tace. L’Italia ci ha venduti.
L’obiettivo è chiaro: impiantare parchi eolici e fotovoltaici per produrre energia destinata al continente, lasciando alla Sardegna soltanto gli oneri, i danni ambientali e i costi dello smaltimento.
E per “smaltimento” si intende, in realtà, l’abbandono o l’interramento delle pale dismesse e dei loro basamenti, come già accade negli Stati Uniti, dove i costi di bonifica sono così elevati che si preferisce seppellire tutto nel terreno ormai compromesso.
Intanto, alcuni comuni venduti hanno acconsentito a questo saccheggio senza consultare i cittadini, firmando approvazioni di progetti in cambio di briciole rispetto ai profitti miliardari di questi speculatori.
Sono sindaci traditori, e come tali dovrebbero essere trattati poiché complici del saccheggio della propria terra.
Riassumendo:
Non esiste nessun “Green”.
La cosiddetta transizione ecologica è diventata il paravento dietro cui tutto è permesso: società senza scrupoli si prendono i nostri terreni, si arricchiscono sulle nostre spalle e lasciano alle amministrazioni compiacenti soltanto briciole, briciole che finiscono — puntualmente — nelle tasche dei nostri politicanti miserabili e traditori.
Ecco perché bisogna reagire.
Bisogna rompere la rassegnazione, la stanchezza, le false promesse di chi presenta la speculazione come opportunità.
Ne va della nostra sovranità territoriale e della nostra dignità collettiva.
Ciò che si prospetta è la svendita del paesaggio sardo e la progressiva alienazione della nostra comunità, che rischia di diventare straniera nella propria casa.
Ogni terreno venduto è un pezzo di Sardegna che passa in mani straniere.
È un passo in più verso la perdita definitiva dell’isola.
Eppure quella terra è ancora ricchezza e certezza.
Per questo, il nostro appello è chiaro:
se siete in difficoltà, se temete di non farcela, non vendete.
Scrivete a info@atzionesurra.org.
Riceverete supporto e orientamento.
Non vendete.
Fatelo per voi.
E per il futuro di quest’isola.

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