SACCARGIA: LA BATTAGLIA CONTINUA


Si torna a parlare di Saccargia.

C’è chi festeggia per delle notizie che sembrerebbero riportare che la Basilica di Saccargia sia salva. La realtà, però, è ben diversa.


L’ultima decisione del Consiglio di Stato non chiude la partita, né rappresenta una vittoria definitiva nella lunga battaglia contro l’impianto eolico di Erg Wind Energy che compromette la visuale della Basilica.

Il giudice amministrativo ha respinto la richiesta cautelare della società, ma si tratta di una misura temporanea, non di un verdetto sul merito del progetto.

In pratica, la società non rischia di perdere subito l’autorizzazione: deve semplicemente rispettare le prescrizioni già imposte dalla Regione Sardegna.


Per chi difende la Basilica, questo provvedimento non è un traguardo.

L’impianto contestato rimane autorizzato.

L’unico risultato positivo è il riconoscimento dell’importanza delle prescrizioni regionali, che devono essere rispettate, ma questo resta solo un piccolo passo.

La vera possibilità di bloccare l’opera è un’altra ed è già documentata nei dettagli dai comitati Gallura e Sarcidano, che hanno inviato tutte le osservazioni alla Regione.

Secondo queste analisi, i documenti tecnici di Erg — soprattutto quelli relativi alla produzione energetica e ai rischi di gittata — non sono conformi alla legge.

I difetti riscontrati costituiscono strumenti concreti per ottenere la revoca completa dell’Autorizzazione Unica, e non la semplice sospensione momentanea.

Questa strategia ha precedenti positivi nella giurisprudenza di Umbria ed Emilia Romagna, e i comitati la stanno applicando anche tramite il ricorso penale depositato lo scorso luglio.


È essenziale che la Regione Sardegna, oltre a far rispettare le prescrizioni già in vigore — che comunque rallentano la realizzazione del progetto — valuti con attenzione tutte le osservazioni inviate dai comitati.

Solo così potrà rafforzare la difesa legale, proteggere il paesaggio circostante e salvaguardare la Basilica di Saccargia.


Non abbassiamo la guardia.




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