UNA SCOPERTA SENZA PRECEDENTI OCCULTATA: COME LA SARDEGNA HA SEPPELLITO UN PRIMATE DI 8 MILIONI DI ANNI SOTTO UNA MONTAGNA DI RIFIUTI
Nel territorio tra Porto Torres e Sassari, un gruppo di studiosi di vari provenienza europea, hanno guidato dal professor Sergio Ginesu scopre un sito fossilifero di importanza mondiale. Tra le marne rossastre di Fiume Santo emergono resti di giraffe, coccodrilli, antilopi, orsi e persino tracce di un antico primate ominide: l’Oreopiteco, un essere bipede vissuto oltre otto milioni di anni fa, più antico della celebre “Lucy” etiope.
Una scoperta straordinaria, che avrebbe potuto trasformare la zona in un centro di ricerca e turismo scientifico. Ma la Sardegna, si sa, è terra dove i tesori naturali e yculturali finiscono spesso sotto le ruspe.
Il professor Ginesu e il suo team intendono organizzare un convegno per presentare i risultati, ma si scontrano con la Soprintendenza di Sassari, diretta da Fulvia Lo Schiavo.
La funzionaria blocca tutto, sostenendo che “nell’area ci sono altri progetti” e promettendo un via libera “fra tre anni”.
Il misterioso “altro progetto” si rivela presto per quello che è: una discarica colossale da sei milioni di metri cubi di rifiuti.
Il luogo scelto per la discarica coincide con l’area fossilifera.
Nonostante la presenza di una falda acquifera e la vicinanza di aziende agricole biologiche, le autorizzazioni arrivano in tempi record.
L’operazione garantisce profitti enormi a pochi: i proprietari dei terreni, i progettisti, le imprese di smaltimento.
Come spesso accade, tutto viene presentato come “indifferibile e urgente”, con il sostegno politico del Comune di Sassari e dell’allora sindaca Anna Sanna.
La soprintendenza, invece di difendere il patrimonio scientifico, si trasforma in un ostacolo per chi prova a tutelarlo.
Agricoltori e ambientalisti si organizzano.
Con Italia Nostra e il CREA in prima linea, nasce un comitato di opposizione.
Ma vengono subito bollati come “i signori del no”.
La stampa locale tace, la politica finge di non vedere.
Solo il giornalista Oliviero Beha prova a rompere il muro dell’omertà, collegandosi in diretta da Scala Erre con la RAI e il Palazzo della Regione.
L’intervista alla sindaca, impreparata e imbarazzata, finisce su Blob, mentre Beha paga cara la sua audacia: per anni sparisce dagli schermi.
Nonostante gli ostacoli, il CREA organizza il convegno.
Partecipano studiosi di livello internazionale, come Jean Marie Cordy del FNRS e l’antropologo Paolo Francalacci.
Le conclusioni sono chiare:
• il sito di Fiume Santo contiene resti autentici di Oreopiteco;
• la fauna associata dimostra un antico collegamento tra Sardegna e Africa;
• la datazione supera gli 8 milioni di anni;
• l’area potrebbe diventare un museo e parco scientifico di valore mondiale.
Il pubblico accorre in massa: oltre 500 persone riempiono la sala, mentre l’Università di Sassari inaugura l’anno accademico davanti a pochi addetti.
La soprintendenza, costretta a intervenire, nomina in fretta un “responsabile paleontologico” privo di competenze specifiche.
Dopo il convegno, i reperti vengono “acquisiti” dalla soprintendenza e chiusi in un magazzino.
Nessun museo, nessuna ricerca, solo silenzio.
Un frammento osseo inviato a Liegi per analisi scientifiche provoca persino una denuncia per “sottrazione di beni dello Stato”, poi ritirata per evitare il ridicolo.
Oggi, dove poteva sorgere un centro internazionale di paleontologia, si trovano una discarica, pale eoliche e pannelli solari.
I fossili dell’Oreopiteco sardo, che avrebbero potuto riscrivere la storia dell’evoluzione umana, giacciono dimenticati.
“Per voi burocrati della soprintendenza, questo è il progresso?” scrive amaramente Lorenzo Scano.

Ne palazzi di Sassari solo teste di cazzo
RispondiEliminaSempre la stessa situazione,non si vuole fare sapere la verità sulla storia della SARDEGNA come sta succedendo in EGITTO per le Piramidi.
RispondiEliminaSolo con la totale indipendenza possiamo liberarci di questo "made in italy"
RispondiEliminaMa qua non è questione di indipendenza: il problema sono le persone che, come la signora Fulvia Lo Schiavo, occupano posti dove si decidono le sorti ...una terra e dei suoi cittadini.
EliminaSono scioccata!
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