PUTIFIGARI: L’ANNULLAMENTO DELLA VIA PER L’IMPIANTO FER NON È MERITO DELLA REGIONE, MA DEL CESIM, DELLA PROFESSORESSA TANDA E DEI COMITATI


No, l’annullamento dell’impianto Fer di Putifigari che minacciava il sito UNESCO, non
 è merito della giunta regionale in carica.


Il fatto che la Regione abbia “espresso osservazioni” e ribadito vincoli, e che la VIA sia ora in via di annullamento, non significa che sia stata la Regione a fornire la carta determinante a decretarne la fine. 

Gli Uffici tecnici della regione dal 2023 hanno prodotto un mare di osservazioni e pareri negativi anche sotto l’aspetto dei beni archeologici. 


I comitati, in particolare il Comitadu pro sa Nurra, hanno iniziato a sollecitare la sindaca con contatti diretti per far esprimere un qualche parere negativo del Comune al Mase e con una lettera tesa a impedire l’uso senza autorizzazione, da parte delle società proponenti, dello stemma comunale di Putifigari. 


La Giunta regionale non è comparsa dopo che l’Unesco ha riconosciuto la Domus de s’incantu meritevole di tutela, fino al Consiglio comunale aperto di Putifigari del 20 ottobre scorso. Il Consiglio comunale si è concluso con la decisione della Giunta, per nome dell’assessore Spanedda, di impugnare la decisione del Mase di approvare la VIA.


Anche la stampa c’è arrivata molto prima: servizi, inchieste, titoli che facevano rumore.

Questa è stata la scintilla che ha messo il progetto sotto i riflettori.

Non a caso, il MASE rilascia la VIA a ottobre 2025 proprio a causa dell’inerzia regionale. 

Nonostante i vincoli, nonostante tutto, la VIA passa lo stesso.

Segno abbastanza chiaro che fino a quel momento la Regione non stava tirando bordate sufficienti.

A quel punto, con la gente furiosa e i comitati che ribollivano, la Giunta Regionale comincia a mettere nero su bianco le sue osservazioni, a dichiarare di averne inviate.

Le assemblee pubbliche, le citazioni sull’UNESCO, le parole altisonanti arrivano dopo che il progetto è finito sotto pressione mediatica e dopo che la stampa ha iniziato a chiedere conto.


A novembre 2025, Il ministero avvia la procedura di annullamento della VIA.

È una misura tecnica, basata su errori nella determinazione dei vincoli.

A quel punto, la Regione ovviamente salta sul carro del vincitore ma il reale merito va al CeSIM (Centro Studi Identità e Memoria), rappresentata dall’ ex docente universitaria Giuseppina Tanda e all’ambasciata italiana dell’UNESCO. Non al comune (che restó muto), non alla regione (anch’essa muta). 


Solo a quel punto, con il parere contrario del ministero della cultura, è scattato l’annullamento.

L’attenzione pubblica, le pressioni dei comitati e il fatto che il VIA era diventato un caso politico nazionale hanno giocato un ruolo altrettanto significativo.

Dunque i meriti, nemmeno questa volta, vanno alla regione.

Commenti

  1. Ormai è cosa nota: la RAS non fa assolutamente nulla per difendere la nostra terra!!

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  2. In quanto comitato tecnico è certo merito del Cesim. Solo un equipe di tecnici può avere infatti le carte in regola per esprimersi a riguardo. Ma è l'input ciò che conta. È cioè l'interesse della politica a far si che il parere tecnico si traduca in legge. E l'input è arrivato dalla Regione. Cioè dall'organo politico capace di tradurre la volontà in azione!!! Tutto il resto PIPPE!!!

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