SITI UNESCO NEL MIRINO DELLA SPECULAZIONE ENERGETICA


C’è un patrimonio millenario che rischia di essere compromesso, nel silenzio e nell’inerzia di chi dovrebbe proteggerlo.
È la necropoli di Su Crucifissu Mannu, uno dei complessi archeologici più importanti del nord Sardegna, oggi minacciato dalla speculazione energetica.


È necessario chiarire alcuni fatti, per chi ancora non ne è a conoscenza.


Le Domus de Janas di Su Crucifissu Mannu sono tutelate dall’UNESCO. Non si tratta quindi di un sito qualunque, ma di un bene riconosciuto a livello internazionale per il suo valore storico e culturale. Ebbene si, ci risiamo, un altro sito UNESCO minacciato.

La zona di protezione, il cosiddetto buffer, che circonda la necropoli comprende anche il sito di Monte d’Accoddi, altro monumento unico nel panorama archeologico mediterraneo.


Eppure, proprio all’interno di questa area di tutela, la speculazione energetica vorrebbe intervenire con almeno due progetti di impianti fotovoltaici:

uno in territorio di Porto Torres, indicato con il numero “1”,

e un altro in territorio di Sassari, indicato con il numero “2”, oggetto della sentenza del TAR Sardegna di qualche giorno fa.

Questo caso non è isolato.

È solo uno dei tanti esempi di impianti incompatibili con le Domus de Janas tutelate dall’UNESCO nell’intero territorio della Città Metropolitana di Sassari.


Le cause di questa incompatibilità sono evidenti:

da un lato, l’invasione dei buffer di tutela con progetti di agrivoltaico, come nel caso di Su Crucifissu Mannu e S’incantu di Putifigari, dall’altro, il mancato rispetto della distanza minima di 3 chilometri prevista per gli impianti eolici.

Una distanza che appare del tutto insufficiente se si parla di aerogeneratori alti oltre 200 metri. In questi casi, sarebbe sensato imporre una distanza minima non di 3, ma di almeno 10 chilometri.


Finora ben 10 progetti risultano incompatibili con le domus UNESCO di cui quattro sono agrivoltaici dentro il buffer e sei, eolici a distanza assolutamente insufficiente.

Intanto, l’inestimabile patrimonio storico-archeologico resta ai margini quasi come fosse un ingombro, mentre progetti parassitari si arrogano il diritto di imporsi sopra la storia e sovrastare ciò che è eterno.

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