NEL SASSARESE, SPECULAZIONE E CONFLITTO DI INTERESSI

 


La Città metropolitana di Sassari è oggi, con ogni probabilità, l’area più colpita dalla speculazione energetica in Sardegna.

Su 66 comuni complessivi, ne sono stati finora individuati 25 che non hanno opposto alcuna resistenza all’avanzata dei grandi impianti energetici, oppure lo hanno fatto in modo debole e tardivo, lasciando di fatto spazio a progetti eolici, agrivoltaici e sistemi di accumulo elettrico su larga scala.


In questo gruppo rientrano anche comuni già pesantemente compromessi dall’eoliconegli anni passati e oggi solo marginalmente interessati da nuovi progetti. Ma il dato politico resta: assenza di una linea chiara di tutela del territorio.


Le mire speculative si concentrano soprattutto in alcune regioni storiche del nord Sardegna, che già citai in precedenza

Anglona

Coros

Sassari e Porto Torres

Meilogu

Monteacuto


Di queste, solo il Meilogu ha espresso finora una resistenza istituzionale significativa.

Negli altri territori, l’eventuale approvazione dei progetti attualmente in corso determinerebbe una trasformazione irreversibile del paesaggio, già in parte compromesso, con:

stravolgimento dell’uso agricolo del suolo

alterazione dell’equilibrio ambientale

assenza di un vero dibattito pubblico

mancanza di prese di posizione politiche chiare


In questo contesto, la cosiddetta “transizione energetica” rischia di tradursi in una devastazione strutturale del territorio, più che in una strategia sostenibile condivisa.


I comuni che, allo stato attuale, non risultano aver espresso una reale opposizione istituzionale sono:


Banari, Bessude, Bonorva, Bultei, Cheremule, Chiaramonti, Codrongianos, Erula, Florinas, Ittiri, Mores, Nule, Nulvi, Ossi, Pattada, Ploaghe, Porto Torres, Pozzomaggiore, Putifigari, Sassari, Sedini, Siligo, Tergu, Tula, Viddalba.


La domanda, a questo punto, è legittima:

i sindaci di questi comuni possono aiutarci a comprendere le loro scelte?


Nel piccolo comune di Bessude si prevede l’installazione di 15 aerogeneratori sui 45 complessivi previsti da cinque progetti eolici che insistono sull’area.


Al MASE non risulta alcun pronunciamento del Consiglio comunale, del sindaco, della Giunta o dell’Ufficio tecnico.

Un silenzio totale, a fronte di un impatto enorme rispetto alla dimensione del territorio.


Ploaghe


Un caso emblematico di assenza istituzionale.

Non risultano atti contrari né del Consiglio comunale, né della Giunta, né del sindaco. Sul portale del MASE non compaiono osservazioni critiche sui numerosi progetti in corso.

Il territorio è interessato da impianti eolici e agrivoltaici per centinaia di megawatt, promossi da grandi gruppi energetici nazionali e internazionali.

Particolarmente rilevante è il potenziamento eolico Nulvi–Ploaghe:

27 aerogeneratori alti 180 metri, con un impatto diretto sul paesaggio visibile dall’area di Saccargia, luogo di altissimo valore storico, simbolico e identitario.


Nulvi


Territorio già fortemente compromesso da precedenti installazioni eoliche.

Oggi è interessato da sei nuovi progetti, per un totale di 62 nuove turbine, alte fino a 221 metri.

Un dato rende la sproporzione evidente:

se tutta la Sardegna avesse lo stesso indice di occupazione eolica previsto per Nulvi, l’isola dovrebbe ospitare oltre 21.800 pale eoliche.


Dopo aver lasciato passare sette grandi progetti senza osservazioni, il Comune ha espresso opposizione solo il 3 dicembre 2025, e solo contro uno degli impianti proposti, quando il carico complessivo era ormai prossimo alla saturazione.


Resta una domanda centrale:

che futuro avranno l’agricoltura e la zootecnia di qualità, come la produzione dei formaggi di Nulvi, se pascoli e allevamenti vengono trasformati in ambienti industriali, rumorosi, frammentati e potenzialmente inquinanti?


Porto Torres


Qui emerge un elemento particolarmente delicato:

il sindaco risulta referente patrimoniale di TERNA Rete Italia S.p.A. dal 2017.

Il Comune non ha espresso un pronunciamento politico complessivo sull’assalto energetico, presentando osservazioni solo contro uno dei numerosi progetti in corso.

Nel territorio comunale e nelle aree limitrofe insistono:

eolico onshore

agrivoltaico di grandi dimensioni

fotovoltaico offshore flottante


Alcuni progetti ricadono anche in buffer UNESCO, senza che l’amministrazione abbia assunto posizioni pubbliche chiare.


A Sassari Esiste una continuità politica tra la giunta Campus (2019–2024) e l’attuale giunta Mascia (dal 2024).

Oltre 50 km² di territorio agricolo, soprattutto nella Nurra, sono stati di fatto messi a disposizione delle multinazionali energetiche, spesso tramite intermediari locali.


Si tratta in larga parte di terreni irrigabili, assegnati negli anni Cinquanta dall’ETFAS a contadini senza terra, insieme alle case coloniche.

Oggi quegli stessi terreni rischiano di essere sottratti definitivamente alla produzione agricola.


Sul tavolo del MASE risultano quasi 50 progetti, senza un solo parere negativo del Comune.

Per circa 30 progetti non è stata presentata alcuna osservazione.

Il Consiglio comunale non si è mai pronunciato.

In almeno 15 progetti, le società proponenti hanno utilizzato lo stemma del Comune di Sassari nei frontespizi della documentazione.


In questi territori, la mancanza di opposizione istituzionale ha favorito una vera e propria colonizzazione energetica:

profitti concentrati altrove, mentre sul territorio restano consumo di suolo, perdita di paesaggio, conflitti sociali e rischio di desertificazione economica.


Senza pianificazione condivisa, senza limiti chiari, senza tutela del paesaggio, dell’agricoltura e delle comunità locali, la cosiddetta “transizione energetica” si configura sempre più come una nuova forma di espropriazione, mascherata da necessità ambientale.


E no, non è un destino inevitabile. È una scelta politica. La Città metropolitana di Sassari è oggi, con ogni probabilità, l’area più colpita dalla speculazione energetica in Sardegna.

Commenti

  1. Svenduti!!! Continuate a inchinarvi a 90°! Ma poi per avere in cambio cosa? Neanche le bricciole!! Vi dovete vergognare! 💩

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

UNA SCOPERTA SENZA PRECEDENTI OCCULTATA: COME LA SARDEGNA HA SEPPELLITO UN PRIMATE DI 8 MILIONI DI ANNI SOTTO UNA MONTAGNA DI RIFIUTI

ENEL E TERNA: LA SARDEGNA COME CAVIA