L’OBBEDIENZA DI UNA BUROCRATE
E se un giorno ci fossimo svegliati, finalmente e avessimo capito di essere stufi di portare avanti i progetti di chi pretende di essere padrone a casa nostra? Stufi di subire decisioni imposte sul nostro territorio, senza alcuna possibilità di legiferare o di far valere la nostra voce? E se proprio lei, presidente Todde, in quel giorno, avesse ritrovato il coraggio, scegliendo di opporsi all’ennesima imposizione arrogante dello Stato, che pretende il nostro silenzio e la nostra obbedienza, al di sopra di ogni coscienza, al di sopra anche di un semplice no? Quel no legittimo che dovremmo poter dire, perché quel territorio è nostro e dovremmo avere il diritto di farlo. A cosa servono le istituzioni, altrimenti? Che senso ha fingere un ruolo, se tutto ciò che conta ci viene calato dall’alto? Qual è il senso di dividere lo Stato in regioni, se poi ogni decisione arriva già confezionata da chi non vive, non conosce e non rispetta la terra altrui? Non è obbedendo che abbiamo sco...